sabato 3 maggio 2014

Promossi e bocciati

Promosso
Il Palazzo della Triennale
Non tanto per merito suo (a dire il vero) ma per via dell'imprenditore collezionista milanese
Alvise Braga Illa che, chiusa la mostra dedicata alla galleria Minini, ha trattato con Daniel Buren 
affinché la sua installazione site-specific rimanesse per sempre 
sulla scala di Muzio. 
Affare fatto. Cinquantamila euro 
per un'opera che vale sei volte tanto. 
Buren ha accettato perché la sede prestigiosa valeva lo sconto. 
Alvise conquista il titolo di mecenate illuminato. Avercene…

giovedì 1 maggio 2014

Luoghi "Comuni"



Anteprima da La Repubblica di oggi, 1 maggio 2014

I privati valorizzano il patrimonio che i Comuni ignorano.
Un'altra storia di pubblica (in)cultura

Un'opera arriva, un'altra se ne va. Anish Kapoor, l'artista anglo-indiano diventato famoso nel mondo per le sue sculture titaniche in acciaio, lucide come specchi, alte come palazzi a due piani, ha appena finito di impacchettare l'installazione site-specific Dirty corner, progettata tre anni fa per la navata della Fabbrica del Vapore, e già ne sballa una nuova, appesa proprio ieri sera sotto la cupola di vetro dell'hotel di lusso Park Hyatt, fra la Galleria e piazza Duomo. Un grande onore per l'albergo, felice di poter trasformare la sua lobby lounge in una sede espositiva aperta alle visite del pubblico. Un po' meno onore, invece, per il Comune che, proprio dopo la chiusura della mostra di Kapoor allestita fra la Fabbrica del Vapore e la Besana nel 2011, s'è dimenticata della scultura ideata ad hoc dall'artista per la città e persino della sua proposta di concedere un prestito a lungo termine o un acquisto al costo di produzione, purché il lavoro fosse valorizzato in uno spazio a misura della sua stazza. Ovvero 1.100 tonnellate di peso e 60 metri di lunghezza per un tunnel in acciaio corten rimasto da allora chiuso in un deposito in attesa di una risposta. A sentire Massimo Minini, gallerista storico di Kapoor, che ieri ha inaugurato l'opera al Park Hyatt e che, a suo tempo, coordinò la mostra milanese, «il Comune ha perso un'occasione. Avrebbe potuto emulare Chicago e la sua celebre Cloud Gate posizionata nel cuore del Millennium Park, oppure Londra con la torre simbolo delle Olimpiadi del 2012. La quotazione è di qualche milione di euro, ma un interlocutore intelligente saprebbe contrattare una location di rilievo in cambio di una cifra simbolica». Invece neanche un cenno. Né dalla giunta Moratti che aveva varato l'iniziativa, né da quella di Pisapia che ha raccolto il progetto, ignorandolo. «All'inizio si parlò di destinarla alla nuova piazza Gae Aulenti o alla stessa piazza della Fabbrica del Vapore, ancora in cerca di un piano di riqualificazione» racconta Consuelo Nocita amministratore di Madeinart, la società di produzione che si occupò di gestire la mostra, «sarebbe stata la più grande opera percorribile fra le sculture pubbliche di Kapoor. Invece è finita in un magazzino». Finché l'artista britannico non si è scocciato di aspettare e, poche settimane fa, la scultura è ripartita per Londra. Giusto in coincidenza con l'approdo al Park Hyatt del mega disco in acciaio inox lucidato a specchio, assicurato per un milione di euro, e che rimarrà in hotel per un anno, sostituito poi da altri pezzi a rotazione. L'idea delle mostre temporanee viene dalla proprietà della catena, che ha sede non a caso a Chicago e che fa capo, fra gli altri soci, alla famiglia Pritzker (quella del Premio Pritzker per l'architettura!). Prima di accogliere Kapoor, la lounge vantava un Medusa in mosaico di Lucio Fontana, oggi acquistata dalla Fondazione Prada. Turnover di capolavori. Che i privati sfoggiano, mentre le amministrazioni dimenticano nei ripostigli.
 

sabato 26 aprile 2014

Un sabato di sole e di arte

Gita a Como per la mostra di Aldo Galli
E anche per una boccata d'aria sul lago…


Como, negli anni trenta, sotto la stella di Terragni, era una città-cantiere del futuro, che bramava architetture razionaliste e ambienti funzionali a misura dell'uomo moderno. Ma, nella pittura di Aldo Galli (1906-1981) – che aveva conosciuto Terragni nello studio di un altro grande artista razionalista, Manlio Rho – Como era anche un'avveniristica “città del sole”. Così infatti, ripensando a Tommaso Campanella e alla sua utopia della città ideale, la critica ha definito le immagini dell'autore lariano, zuppe di luce e bagliori improvvisi fra prospettive audaci e ombre lunghe, come nelle metropoli d'agosto. Scorrendo le trenta opere, dipinti e acquerelli, che il curatore Roberto Borghi ha messo in fila per la Pinacoteca civica di Como, si scopre infatti quanto l'uso della luce, nei suoi infiniti riflessi, abbia distinto la ricerca di Galli da quella dei colleghi astratti e più sospesi nel tempo rispetto al suo sesto senso per una dimensione atmosferica, visionaria e addirittura metafisica. Lo dimostrano le quinte teatrali di certe piazze circoscritte da forme squadrate che proiettano sagome sul selciato, come spettri. Spirito di geometria e umane inquietudini, mescolati sulla tela dalla mano di un architetto mancato, che confidò alla pittura il suo sogno d'esattezza.

(da La Repubblica, sabato 19 aprile 2014)

lunedì 14 aprile 2014

Pillole da Parigi

Vivere bene per studiare meglio



Un quartiere di residenze per studenti, alle spalle dello splendido Parc du Montsouris, vanta decine di edifici storici divisi per nazioni e progettati,
nei primi decenni del Novecento, da grandi architetti (Le Corbusier in testa), sensibili all'idea di creare un habitat ideale per la ricerca, la concentrazione, la vita in comunità. Un campus universitario ma senza università, visto che gli atenei sono dislocati in altre zone di Parigi. Il bello della Cité Universitaire sta nell'incontro di culture diverse, tradizioni architettoniche, studenti di ogni origine geografica, accolti in un'isola dove il benessere favorisce lo studio. Une merveille!

venerdì 11 aprile 2014

Baci a regola d'arte...

http://www.sanstabu.com/it/arte/97-baciarsifabeneallasalute.html

Da leggere su Sans Tabù, un inno al bacio col rifrullo!

Aprile, dolce viaggiare

In odore di ponti, consigli per gite vicine e lontane.


Lodi, Tempio dell'Incoronata
Un capolavoro del Rinascimento Lombardo. Tutto d'oro. 
Vale una messa!

Vercelli, Museo Borgogna
Una casa museo con opere dal Trecento all'Ottocento, fra cui 
il gioiello divisionista di Morbelli, Per ottanta centesimi,
simbolo della condizione femminile al tempo delle risaie. Riso amaro, ma da vedere.

Milano, Bernardino Luini a Palazzo Reale
Finalmente una mostra coi fiocchi. Duecento pezzi del maestro, accanto a Foppa, Lotto, Bramantino, Zenale e persino Leonardo. Santi, Madonne e bambini morbidi come il burro.

Viareggio, Galleria d'arte moderna e Museo Viani
Un allestimento algido per un museo affacciato sul mare. 
Lorenzo Viani colpisce al cuore con le sue teste di anarchici e pescatori dipinti col coltello.

Biancavilla, Villa delle Favare
All'ombra dell'Etna, un paese surreale e magico, come le opere di Giuseppe Coco conservate nell'antica villa padronale, immagini dove gli umori del sud si mescolano a quelli del corpo, nelle scene erotiche di straordinaria ironia. Play men!


Possagno, Museo Canova
La patria del grande scultore neoclassico conserva una gipsoteca con tutti i modelli originali della sue sculture. Candida come il marmo. 

giovedì 3 aprile 2014

Invito a Palazzo (delle Stelline)


«Cominciate a disegnare come gli antichi maestri, poi fate come volete, sarete sempre rispettati». 
Salvador Dalì, Diario di un genio, 19 64

Walter Molino è un grande classico. E Coco un genio.