martedì 12 gennaio 2016

La mostra

Tu sei quello che leggi
A Rancate (in Ticino) la mostra sulla lettura
è un capolavoro. Dell'Ottocento.
Ultimi giorni per visitarla. Merita.

Il ritratto di Clara, La lettrice dipinta da Federico Faruffini nel 1865, dice tutto su cosa significasse, nella seconda metà dell'Ottocento, prendere in mano un libro. Soprattutto per una donna. E cioè: riscatto, emancipazione, amor proprio e anche seduzione intellettuale. Tanto più che, in questa immagine piena di sex appeal, Clara volge le spalle (discinte) allo spettatore e gli mostra sdegnosa la sigaretta che tiene fra le dita come un vezzo, una libertà conquistata. Ecco perché la Pinacoteca Züst di Rancate, per la mostra “Leggere, leggere, leggere!” curata da Matteo Bianchi, ha fatto di questa vestale della cultura moderna, una delle icone del percorso. La diffusione della lettura, conseguenza dell'alfabetizzazione avvenuta alle soglie della rivoluzione industriale, è il tema che lega un’ottantina di pezzi fra tele, sculture e souvenir d'epoca, occhiali e leggii, penne e calamai, scelti per raccontare uno spaccato di vita comune, ambientato fra Lombardia e Ticino, due facce di un'unica matrice linguistica, artistica e culturale. Ciò che stupisce, oltre alla maggioranza di lettrici donne – più gradite ai pittori del realismo sociale venato di sentimento – è il fatto che fra città e campagna, il clima fosse quasi lo stesso; come se il piacere di leggere avesse contagiato ogni classe, dilagando in luoghi diversi. Le dame romantiche del bergamasco Trécourt passavano notti insonni sulle loro lettere scarlatte; i maestri di scuola di Gerolamo Induno sembrano usciti dalle pagine del Cuore di De Amicis; le domestiche con la crestina del milanese Angelo Trezzini rubavano i feuilletton dagli scrittoi delle loro padrone sullo sfondo delle guglie del Duomo, degna corona di scene languide. La dimensione pedagogica è evidente. «Leggete per vivere!» diceva Flaubert, alludendo alla vitalità di un progresso in atto. In ogni strato sociale. Non dunque appannaggio di pochi, di nobili, preti e padroni e della loro presunzione borghese. Ma anche dei cantastorie popolari di Bazzaro, delle contadine sotto i salici di Luigi Rossi, dei bambini serissimi, con la lavagna sotto il braccio, dello svizzero Albert Anker. Chiude questo viaggio fra le pagine, una sezione speciale dedicata agli scatti del fotografo siciliano Ferdinando Scianna, pubblicati nel libro Lettori (ed. Henry Beyle) omaggio commovente alla passione per l'oggetto-libro e per i gesti che lo cullano.


Pinacoteca Giovanni Züst, Rancate, Canton Ticino, fino al 24 gennaio, tel. 0041.91.8164791.

(da La Repubblica, sabato 9 gennaio 2016)


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