giovedì 20 agosto 2015

The exhibition. In Switzerland.

Lady Marcello.
La scultrice che visse due volte.

Una donna coi pantaloni e la marsina. Una Lady Oscar della scultura moderna. Adèle d’Affry, duchessa di Castiglione Colonna (1836-1879), voleva fare l'artista. Ma, a metà dell'Ottocento, misurarsi con tele e scalpelli non era opportuno per una signora. E così lei, da buona tedesca volitiva (era nata a Friburgo da un papà militare), cambiò nome e si trasformò in “Marcello”: un marmista dalle mani piccole ma forzute, capaci di scolpire busti e ritratti, figure sacre o mitologiche che il Museo Vela di Ligornetto, in Canton Ticino, allinea oggi in una mostra romantica come la storia di questa virago votata alla lotta per l'emancipazione. Sotto falsa identità, Adèle incassò così committenze insperate per una femmina che, a causa dei pregiudizi sul gentil sesso e delle costrizioni del tempo, fu respinta dall’École des Beaux-Arts di Parigi. Era il 1961. Due anni dopo, si prese la rivincita: dietro le mentite spoglie di Marcello, presentò allo snobbissimo Salon - la famosa expo biennale delle arti allestita al Louvre - l'effigie in bronzo dorato di Bianca Cappello, prima amante e poi moglie del Granduca di Toscana Francesco I de' Medici, nota alle cronache per essere stata al centro di numerosi intrighi internazionali. Il suo ritratto, versione in rosa di un Apollo greco, fece impazzire l’imperatrice Eugenia che volle Marcello a corte. Lei, con garbo, gestì la personalità bisex in modo ironico e usando intelligentemente i vantaggi dati dalla nascita aristocratica. Tanto che i gossip sull'identità ambigua della scultrice nobildonna fecero il giro d'Europa, favorendo altri successi. La Royal Academy di Londra la premiò nel 1866 per un'immagine ferina della Gorgone. All’Esposizione universale del 1867, nella sala dello Stato Pontificio, espose otto opere, fra cui i soggetti richiesti dall’imperatore Napoleone III per i giardini di Compiègne. L'idea di avere un ritratto firmato da una duchessa che si faceva passare per un uomo divenne un vezzo esotico e lo scandalo divenne moda. Tanto più che i critici d'arte apprezzavano il classicismo presuntuoso della sue opere e i colleghi famosi, come il grande Gustave Courbet e, più tardi, Manet la accolsero nei loro circoli come un collega di qualità. Ecco allora, nelle sale del museo progettato da Mario Botta intorno all'atelier di Vincenzo Vela – lo scalpellino del Duomo di Milano, diventato portavoce degli ideali risorgimentali – messi in fila una sessantina di pezzi di Marcello e degli autori che incrociò nel corso della sua carriera. Un'infilata di ritratti blasonati, dall'Imperatrice a Napoleone III, dallo storico Louis-Adolphe Thiers al compositore Franz Liszt, dai generali alle marchese, testimoniano l'ascesa di una figura caparbia, che superò anche la perdita del marito in giovane età (il conte italiano Carlo Colonna) ritagliandosi un ruolo moderno in una società spigolosa ma attratta dal diverso. Nella solennità androgina dei suoi personaggi, La bella Elena o La baccante stanca, si intravede lo spirito battagliero di questa donna che visse due volte.

(da La Repubblica, 8 agosto 2015)

Marcello
Adèle d’Affry (1836-1879) duchessa di Castiglione Colonna
fino al 30 agosto.
Museo Vincenzo Vela, Largo Vela 5, Ligornetto (CH)
mar-dom 10-18
Info 0041.584813040/44
www.museo-vela.ch

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