lunedì 3 agosto 2015

Cibo per gli occhi

Margherita e il tempo delle mele 
al veleno
Antonio Donghi, Margherita, Museo del Novecento



Campione di realismo nella Roma anni Trenta, Antonio Donghi (1897-1963) fu artista insidioso. Capace di imbellettare la realtà con la cipria di una pittura lucida, per nascondere strani misteri. Come l'identità di questa donna, di nome Margherita che, al Museo del Novecento, posa con lentezza le sue mele sul tavolo, quasi fossero avvelenate. Lo stile e l'atmosfera ricordano Veermer e la sua Ragazza con l'orecchino di perla. L'aria da casa delle bambole fa pensare a un piccolo mondo antico, con molti segreti sepolti nell'ombra. «Non fatevi ingannare, qui è l'illusione, qui sta il trucco» avvertiva l'amico Luigi Bartolini. «Trasuda uno spirito diabolico, che mostra ciò che sta celato dietro al volto».

(da La Repubblica, Cibo per gli occhi)

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