mercoledì 3 dicembre 2014

Forte e Chiara

Lezioni di sostenibilità dal parrucchiere.
Che ha più stile di Expo.

E più rispetto delle nostre risorse.

Mentre il Museo di storia naturale di Milano ospita l'ennesima mostra sul food (l'immagine grafica è una cipolla sbucciata!) e mentre Expo sfoggia in tv slogan mangerecci, spot che celebrano la cucina e immagini pubblicitarie con pizze e panzerotti, una lezione sul vero tema dell'alimentazione – che non significa solo ingozzarsi, ma anche nutrire il cervello – viene dal mio parrucchiere.
Strano ma vero, fra uno shampoo e una phonata, mi racconta con orgoglio la storia di un'azienda specialista in prodotti per i capelli che, a Parma, da trent'anni pensa alla bellezza nel rispetto dell'ambiente. Ciò vuol dire che, in flaconi di plastica riciclata e riciclabile (dopo aver finito il balsamo potete usarli per metterci anche il latte o la salsa!), vengono conservati trattamenti per la chioma a impatto zero per il pianeta.
Realizzati servendosi solo di risorse energetiche rinnovabili e attingendo ai principi attivi di frutta e verdura fornita da produttori altrettanto bio, ecco allora colori, spume, creme e conditioner fatti coi pomodori e i cetrioli, con le piante medicinali e aromatiche, con amidi naturali, estratti di malto, nocciole, mirto, rucola o sambuco, oli di oliva e latte di mandorla. Ricette per uno styling ecologico che ha aderito, da qualche anno, al progetto LifeGate's contro le emissioni di Co2 generate dalla produzione dei packaging, secondo quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto.
Ma è possibile che questa lezione di sostenibilità venga da un salone di bellezza, mentre da Expo arrivano solo messaggi stile masterchef? Io, invece dei segreti culinari per scoprire come cuocere i bucatini, mi aspetterei di trovare l'anno prossimo, in tavola, argomenti come questi: che parlino di prodotti naturali, riduzione degli impatti ambientali, distribuzione a km zero, cooperazione fra aziende... perché i banchetti coi piatti tipici si possono trovare nella food-court di qualsiasi mall di provincia.
Per concludere, nel caso vi interessi la lavata di capo "equa e solidale", l'azienda di Parma si chiama Davines, ha un sito ricco di spiegazioni e, per la cronaca, io ho testato i prodotti con ottimi risultati, compreso lo shampoo al pomodoro, che non mi ha trasformata in un vegetale ma mi ha regalato una una pettinatura liscia come l'olio. Extravergine, of course...

Nessun commento:

Posta un commento