domenica 7 dicembre 2014

A proposito di parrucchieri

Evviva la donna bionica con la chioma spettinata.


Premetto che, di norma, non amo gli articoli che incensano le donne lavoratrici, le mamme wonder woman, il multitasking femminile inteso come condizione eccezionale ed encomiabile. Non li amo perché penso sempre che, incensare una cosa, contribuisca a metterne in evidenza la rarità. Mentre la figura della “donna in carriera” (o semplicemente della donna che si fa un paiolo così per mantenere se stessa e gli altri) è una costante, un dato acquisito e, come tale, dovrebbe essere considerato e rispettato. Senza retorica.


Detto ciò, sfogliando l'ultimo numero di D di Repubblica, mi sono imbattuta ieri in un servizio sulla top model brasiliana di origine tedesca, Gisele Bündchen che, a 34 anni, pare sia la modella più pagata del mondo. Ovviamente bellissima, mamma di due figli e ragazza copertina di Chanel N.5.
In un occhiello l'articolo recita: «Su internet ha postato una foto da mamma bionica, in cui allatta la piccola Vivian, circondata da una folla di manicure, truccatori e parrucchieri».
Felice per Gisele, ma mi sembra che il titolista abbia uno strano concetto di donna bionica. In base alla mia esperienza, la cyber-mamma è quella che, mentre allatta, studia, fa concorsi, colloqui, risponde alle mail, al telefono, al fax, consola la collega depressa, coccola il marito disoccupato, completa progetti in notturna da consegnare in ufficio il giorno seguente, e intanto carica la lavatrice, surgela gli avanzi e porta a spasso il cane moderando una conference call. E, la vera mamma bionica – cara Gisele (e caro titolista snobbone) – generalmente non guadagna 47 milioni di dollari in un anno; va dal parrucchiere quando la ricrescita è larga come la faglia di Sant'Andrea e, durante le riunioni, nasconde le mani sotto i block notes, perché ha passato la notte a mangiarsi le unghie dallo stress.
Giuro che, da domani, torno a parlare di arte!


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