martedì 28 ottobre 2014

Pillole da Nuoro/2

A un passo dal tempo. 
Giacometti e gli egizi. Mai così vicini.

Bronzetto di Neferhotep gradiente  
XXVI - XXX dinastia, 
Museo Archeologico di Bologna
Sono molti i disegni di Giacometti ispirati alle sculture egiziane tracciati su carte sparse o a margine dei libri. 
Già nel 1917, all'epoca dei suoi studi alla scuola evangelica di Schiers, l'artista manifestò la passione per questa antica civiltà elaborando una tesina sul valore dell'arte dell'antico Egitto, a suo giudizio superiore rispetto a quella della Grecia classica o del mondo romano. 
Giudizio confermato con forza dopo le visite al Museo Archeologico di Firenze e ai Musei Vaticani, che lo lasciarono stupefatto. 
Preso dall'eccitazione della scoperta, scrisse ai genitori: «Le sculture egiziane hanno una grandezza, un ritmo della linea e della forma, una perfetta tecnica come dopo più nessuno trovò. Tutto è lavorato e ponderato sino all'ultima conseguenza e non c'è un'ombra un po' troppo forte o debole, non una linea o forma che stona, non un buco dove metterci un dito».
Solenni e imperturbabili davanti a lui si stagliavano le effigi della Regina Nefertiti, di Re Chefren o delle dame di corte della III dinastia di cui, al Louvre, nelle sue passeggiate domenicali, ammirò le fogge maestose e assolute. 

Nessun commento:

Posta un commento