venerdì 31 ottobre 2014

Pillole da Nuoro / 3


Fragili e insieme statuarie.
Le figure sedute di Giacometti rievocano gesti e sguardi lontani.
E una solennità, che mette tutti in ginocchio!

Il motivo delle figure sedute – nei ritratti della moglie Annette, del fratello Diego o dell'amico fotografo di origine rumena Elie Lotar – rievoca le pose delle statue templari egizie inginocchiate, l'iconografia degli oranti con le braccia stese sulle cosce e le mani aperte sulle ginocchia, oppure delle prefiche che, nel mondo antico, piangevano i defunti genuflesse sui giacigli.
Niente atti plateali, solo grande austerità e compostezza.
Doti condivise dalla statuaria tipica di altri popoli, fra cui i Baulé della Costa d'Avorio che vedevano nei simulacri del genere blolo bla “gli sposi” e “le spose dell’aldilà”, il culto di un'anima prenatale, lasciata nel regno dei morti al momento della nascita sulla terra e raffigurata come un'entità in trono, una dea dall'espressione malinconica ma solenne. 

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