sabato 18 ottobre 2014

Il dubbio

... del sabato mattina

Perché, nel nostro paese, 
tutti vogliono fare un lavoro che non gli appartiene?



Perché, con tutti i grandi e bravi scultori di cui è ricco il nostro paese (ma anche l'Europa, se volessimo essere comunitari) la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ha affidato a un architetto, il polacco Daniel Libeskind, la realizzazione della scultura ispirata agli studi matematici di Leonardo contenuti nel Codice Atlantico. Essere una archistar gettonata non vuol dire sapersi confrontare con un “mestiere” che non è il proprio. E il risultato si vede. La “Leonard Icon” - già il titolo è un capolavoro di anonimato – non dialoga con lo spazio circostante, con l'ambiente che la ospita, è rigida, fredda e insignificante. È un progetto tridimensionale frutto di un (brutto) studio compositivo creato col Cad. Senz'anima, senza pensiero, senza conoscenza dei segreti dello scultore: il sesto senso per la composizione perfetta e insieme espressiva, la sintonia coi materiali forgiati con sapienza e non assemblati in ferramenta.

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