mercoledì 3 settembre 2014

Acqua e neve

Previsioni per un autunno (umido) delle mostre a Milano

Stagione che arriva, mostrone che torna. Nel caso dell'autunno milanese, ecco le due apripista che sognano numeri da capogiro e introiti record; tutti, come da copione, diretti nelle casse delle "case di produzione" - Skira e Sole24Ore - cui ormai Palazzo Reale è subaffittato in pianta stabile. 
Aspettiamo l'apertura per giudicare le esposizioni, i tagli, le opere, gli studi. Un commento al volo sui rispettivi manifesti che, in quanto a ricerca grafica, non brillano di iniziativa.
Il primo, quello di Chagall, sfoggia la celebre icona della Passeggiata in cui il pittore tiene per mano la moglie Bella mentre volteggia nel cielo. Peccato che l'immagine sia annacquata, offuscata da una nebbia che, nelle intenzioni geniali del creatore, dovrebbe fare crescere la tensione e l'aspettativa sull'evento, stile "coming-soon" cinematografico. Il risultato è dozzinale, complice un lettering da discount. Mi chiedo cosa ne pensino i proprietari dei diritti dell'opera che, in genere, nel caso dei capolavori da manuale, non consentono neanche le più minime variazioni. Figuriamoci l'effetto doccia!
Secondo in gara, il poster di Segantini che annuncia il "Ritorno a Milano" del maestro della montagna. Punto primo: Segantini, a Milano, non è mai tornato. Nel 1886 lascia l'Italia per trasferirsi in Svizzera dove muore a 41 anni per un attacco di peritonite. Punto secondo: l'allusione a un suo ritorno ideale in città va di pari passo con un fotomontaggio posticcio che incolla, sullo sfondo di un dipinto votato al paesaggio innevato, un profilo della Piazza del Duomo in salsa natalizia. Un bel falso storico che vedrà i visitatori vagare per la mostra in cerca dell'originale. Che non c'è, of course
Nota critica a parte: non aspettatevi il famosissimo Trittico delle Alpi, che resterà a St. Moritz e per vederlo dovrete andare in Engadina. In compenso potrete vedere opere celebri come Le due madri, la Dea dell'amore o L'amore alla fonte della vita che sono conservate alla Galleria d'arte moderna di via Palestro, dove potete tranquillamente vederle già adesso, perché stanno lì da sempre. Non fa un plissé!

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