lunedì 12 maggio 2014

Picasso (never) in love

Una mostra al Palazzo delle Paure di Lecco celebra il genio spagnolo nei suoi capolavori incisi.

Picasso e Françoise Gilot, l'unica "sopravvissuta" alla furia del genio.

Dalla Celestina alla serie dei Saltimbanchi, compresa la preziosa (180mila euro l'ultima quotazione) acquaforte Le repas frugal.


Una gita su "quel ramo del lago di Como", per ripercorre l'opera e la vita di un artista che si donò
integralmente all'arte, unico vero amore della sua esistenza.

Quando nel 1916 incontrò Olga Kokhlova, modesta danzatrice nei balletti russi di Diaghilev, Picasso le chiese immediatamente di sposarlo. Peccato che sua madre, conosciuta la futura sposa, le disse: «Oh mia povera piccola, non sai a che cosa vai incontro. Nessuna donna potrà essere felice con mio figlio, perché lui è già sposato con la pittura».

Sante parole, considerato il destino che accomunò le sue donne, compagne sacrificate al Minotauro, nel labirinto della sua follia. Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Françoise Gilot, Jacqueline Roque.

Dora Maar, la mujer que llora, "la donna che piange", confessò in vecchiaia: «Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone ». Mentre Françoise, l'unica che sopravvisse al suo carisma e alla sua furia di poligamo vorace, ne succhiò la linfa prima di lasciarlo (quasi) dolorante. «Morirò senza avere mai amato», dichiarò lui furioso quando Françoise lo piantò in asso, sottraendosi al massacro psicologico, per continuare la sua vita felice e dare alle stampe le sue memorie zeppe di  retroscena sulla vita inquieta del genio. Inutile dire che lui sbroccò dalla rabbia e, per vendicarsi sulla ex compagna emancipata, diseredò i figli. P come perfido!


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