domenica 29 settembre 2013

Mostre a Milano

A Milano s'è aperta la stagione delle mostre. Sotto l'etichetta "Autunno americano", la rassegna organizzata dal Comune in coincidenza con l'anno della cultura italiana negli States, ha inaugurato la grande esposizione dedicata a Pollock e agli Irascibili newyorchesi. Peccato che tanto grande non sia (pochi pezzi, molti usciti dai depositi) e che non ci sia l'ombra di una mezza idea nuova. Una musica jazz in sottofondo, per esempio? O un racconto punteggiato di vite d'artisti? E che vite!
Niente di tutto questo, purtroppo. Meglio allora la retrospettiva su Josef Albers alle Stelline. Storia di una mente (della pittura) meravigliosa. A beautiful mind, che vale una gita in città.



«Se qualcuno dicesse “rosso” e, davanti a lui, ci fossero cinquanta persone ad ascoltarlo – spiegava Josef Albers (1888-1976) – è certo che, in ogni testa, si formerebbe un tipo di rosso particolare, per un totale di cinquanta tonalità diverse». Colpa della vista, che fa sempre strani scherzi. Ma, soprattutto, della nostra mente, che percepisce le cose in modo soggettivo, modificate dalle esperienze, dai moti dell'animo, dalla sensibilità. Basta una visita alla bella antologica che la Fondazione Stelline in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation dedica al maestro tedesco dell'astrazione emotiva, per testarlo di persona. Per scoprire, cioè, che un'opera intitolata proprio Rosso degli anni Sessanta, utilizza sfumature minime del colore per suggerire un movimento illusorio e una profondità che non c'è. Mentre la Variante rosa arancione circondata da 4 grigi del 1947, dipinta a olio su masonite, pigmento puro steso in aree perfette come un compito di aritmetica, sembra domandare allo spettatore quale sia la tinta dominante. Ognuno – sosteneva Albers – tende a individuare d'istinto la tinta che meglio riflette il suo spirito; peccato che ogni colore occupi una superficie identica alle altre. Provare per credere. Non sono i giochi di un mentalista, ma la dimostrazione di un teorema. Albers l'artista, lo scienziato, il teorico del colore, l'allievo e docente del Bauhaus che, in fuga dal nazismo, arrivò a insegnare al Black Mountain College del North Carolina e poi nel Dipartimento di Design di Yale, incantò così tutti i suoi studenti. Mettendo alla prova le loro capacità intuitive, invitandoli a sperimentare effetti ottici e bacchettando le composizioni inesatte. Per spiegare la magia delle curve – racconta chi lo conobbe bene, come Nicholas Fox Weber che ha curato la mostra insieme a Nick Murphy – accarezzava i fianchi delle ragazze, con i suoi modi galanti, alla Clark Gable, brillantina e giacche su misura. Con i maschi, invece, era impossibile, tanto da aver terrorizzato alcuni nomi illustri cresciuti fra i suoi banchi: Robert Rauschenberg, signore del new dada americano, o Robert De Niro (senior), il papà dell'attore, espressionista astratto di scuola newyorchese. Vulcanico, cervellotico, aggressivo, trovava pace solo nello spazio mistico dei suoi quadrati concentrici (di formazione cattolica credeva in un paradiso geometrico, come Dante), in armonie di sistemi dove la razionalità – memore del Bauhaus – poteva finalmente sposare la poesia. «Sublime Optics», ottica sublime, è infatti il titolo azzeccato della mostra che, in un'ottantina di lavori, dagli esordi figurativi, già segnati dalla ricerca maniacale di una regola, fino alle visioni ipnotiche della maturità, in cui rampe di scale salgono e scendono a seconda del punto di vista, riassume l'ossessione di una vita. Per le leggi dei colori, delle forme e degli occhi che, diceva, «voglio aprire a tutti, affinché possano vedere davvero». Una lezione che si rinnova alle Stelline, ma anche all'Accademia di Brera dove, da mercoledì 2, sarà allestita una sezione riservata al metodo d’insegnamento di Albers, mentre Fox Weber lunedì 30 terrà nel Teatro In-Stabile del Carcere di Bollate un incontro sui segreti di questo matematico romantico, mente meravigliosa dei numeri e della pittura.
/da La Repubblica, giovedì 26 settembre
Fondazione Stelline, c.so Magenta 61, fino al 6 gennaio, orari: mar-dom 10-20, ingresso: euro 8/6
Info 02.45462411, lunedì 30 su prenotazione www.stelline.it